Cosa non ho imparato a scuola,
ma sto insegnando a mio figlio?
La gestione delle Emozioni.
C’è un meme che dice che siamo la generazione dei bambini “non visti” e “non ascoltati” dai propri genitori
e ora noi dobbiamo insegnare ai nostri figli che sono importanti.
…Sul serio?
Ma la verità è – almeno, la mia verità 🙂
che siamo davvero la prima generazione che può farlo.
La generazione dei nostri genitori era quella del dopoguerra.
Figli di persone che avevano vissuto la guerra sulla propria pelle.
La guerra, e tutte le sue conseguenze.
Per i loro genitori, i nostri nonni, la cosa più importante
era dare da mangiare ai figli, garantirgli un tetto.
Nessuno pensava a un modo più caldo di essere genitori.
Era uno standard che non conoscevano nemmeno.
I nostri genitori sono stati la generazione finalmente libera.
I nostri figli dei fiori.
Sono cresciuti dove arrivava il sole.
Hanno preso ciò che potevano.
Hanno dovuto nutrirsi da soli.
E così ci hanno cresciuti.
Con ciò che loro stessi avevano ricevuto.
Noi, invece, siamo la prima generazione privilegiata.
Privilegiata dalla pace.
Privilegiata dal lusso di avere una casa e del cibo.
Privilegiata dal tempo.
Tempo per noi stessi, per crescere, riflettere, confrontarci.
Privilegiata nell’accesso alle informazioni, con la possibilità di leggere libri e materiali su tutto e tutti, con corsi, specializzazioni, webinar e scuole a portata di mano.
Privilegiata in un mondo in cui la scienza, la psicologia, la tecnologia e la conoscenza delle altre culture, razze e religioni si espandono ogni giorno di più.
Abbiamo ascoltato i racconti dei nostri nonni,
ma abbiamo sentito anche il loro amore.
Volevamo essere il centro del mondo per i nostri genitori,
ma abbiamo osservato i loro giri a vuoto e i loro nodi legati alle ferite del passato.
È qualcosa potente.
Fa male.
Ma siamo noi quelli privilegiati
nelle nostre linee familiari.
E possiamo cambiare così tanto.
Allora, come possiamo dare a un figlio ciò che non abbiamo?
Queste parole mi hanno scossa profondamente.
Quando l’ho sentita per la prima volta, mio figlio aveva un anno.
“Non puoi dare a tuo figlio
ciò che tu per primo/a non possiedi.”
Punto.
Non ci sono scorciatoie.
Quindi, come si fa?
La consapevolezza di sé è una cosa meravigliosa
che inizia a guarire già nel momento in cui realizzi qualcosa.
Più vedo me stessa – più vedo mio figlio.
*
Più ascolto me stessa – più ascolto mio figlio.
*
Più sento me stessa – più sento mio figlio.
Posso cambiare così tanto,
partendo da me.
Non posso insegnare a mio figlio
a gestire le sue emozioni
se prima non imparo a gestire le mie.
Tutto comincia
da me.
Il cambiamento nella mia maternità
inizia da me.