Guarire le emozioni che bruciano dentro.

Vogliamo essere compresi. 
Vogliamo essere abbracciati. 
Vogliamo essere accettati. 

Perché lo vogliamo così tanto? 
Perché non ne abbiamo ricevuto ABBASTANZA. 
Quando eravamo piccoli. 

Non ne abbiamo ricevuto abbastanza per vivere in pace 
e poterci concentrare solo sull’auto-realizzazione. 
Il nostro stato di rabbia mostra se, dentro di noi, 
ci stiamo prendendo cura di noi stessi – 
perché da adulti è l’unico modo. 

Abbiamo forse ferite infette, 
coperte da strati di terra e ghiaccio, 
che non vogliono guarire? 
La ferita primaria della madre. 
La ferita primaria del padre. 
Il nostro bambino interiore. 
Non è fantascienza. 
È la nostra vita fatta di mancanze. 
È il nostro continuo risentimento quotidiano. 
È la nostra frustrazione di ogni giorno. 
Non così. 
Troppo poco. 
Troppo lentamente. 
Troppo freddo. 
Troppo lontano. 
Oltre la montagna e oltre il fiume. 

L’80% delle nostre discussioni quotidiane, 
delle lamentele, 
della tristezza 
e della rabbia, 
nasce da ferite che si ripetono 
e non vengono curate. 
Le esprimiamo da adulti, in tono accusatorio, 
perché qualcuno si è dimenticato 
di comprarci il cioccolato. 
Eh già! Ti ho beccato. 
Di me non ti ricordi mai. 
Non valgo abbastanza per essere ricordato. 
Non merito attenzione. 
Cerchiamo tutto ciò che conferma 
quello che pensava quella bambina 
o quel bambino dentro di noi. 
Andiamo in giro affamati
e arrabbiati per un po’ di attenzione. 
Ma il partner o l’amico 
non sono la nostra mamma o il nostro papà. 
E la nostra mamma e il nostro papà 
non ce lo daranno più. 

Allora cosa ne faccio di questa fame? 
Dove metto questo dolore? 
Imparo – giorno dopo giorno – 
a darmi io stesso quella attenzione. 
Vedi – Fermati – Cambia

Aaaaaaah! 
(non al partner, ma a te stesso, dentro) |
Eccoti! 
Eri nascosto/a lì. 
Te lo compro io quel cioccolato. 
Te lo compro io, 
e lo mangeremo insieme sotto un albero. 
Portati via da solo. 
Nella realtà, 
oppure solo nel pensiero e nel cuore. 
Prendi quel bambino come l’adulto che sei. 
Tu – che da oggi in poi, quando ti accorgerai, 
ti prenderai cura di te stesso. 

Abbraccia quel Bambino Interiore, 
per quanto assurdo possa sembrare la prima volta. 
Lo sentirai. 
Non c’è dubbio. 
Se lo farai davvero, 
sentirai le tue lacrime. 
Lacrime che non ti sei mai permesso di avere. 
Perché dovevi essere forte. 
Perché dovevi farcela. 
Perché dovevi sopravvivere.

…aspetta, per cosa stavamo litigando? 
Per il cioccolato??
No.

Non era davvero per il cioccolato.
Era per la tristezza. 
Era per la solitudine. 
Era per l’impotenza. 
Raramente si tratta di sciocchezze. 
È per questo che vale la pena tuffarsi dentro di sé. 
Per restituirsi il diritto 
di essere sé stessi. 
Per restituirsi il diritto 
di scoprirsi di nuovo. 
Per restituirsi il diritto 
di comprendere le proprie reazioni. 
Per poterle liberare 
e costruire nuove frasi, 
nuove convinzioni su se stessi.
Merito quel cioccolato, 
perché merito tutto. 
Merito 
di essere la persona più importante per qualcuno. 
E quando qualcuno si dimenticherà semplicemente di comprarmelo,
dirò con calma: 
“Va bene, posso comprarmelo da solo”.

Qui sta la differenza. 
Qui inizia la tua responsabilità. 
Per te. 
Per la tua vita. 
Per le tue reazioni. 
Per le tue convinzioni, 
che ti costruiscono o ti distruggono. 

Adesso sei tu che inizi a scegliere.

Vedi – Fermati – Cambia

Emozioni.
Un tema così immenso.
Impara a gestire te stesso.
❤️

Cosa significa davvero APPREZZARE?

Come posso spiegarlo a mio figlio? Ci lamentiamo che non abbiamo nulla. Ci lamentiamo che potrebbe sempre andare meglio. Ma… com’è…

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