È curioso come abbiamo dovuto imparare
un sacco di cose inutili, che non hanno alcun
significato nella nostra vita,
e niente su noi stessi.
Le emozioni.
Così spesso scacciate con un gesto della mano.
Zittite con uno sguardo.
Nascolte nella vergogna.
Così non si fa.
Non sta bene così.
Ma dai, ti metti a piangere adesso?
Umiliate.
Sovrastate dalle grida.
Chiuse a chiave.
Io ho un problema?
Noooo, semmai tu.
Le nostre reazioni esagerate sono una risposta
alle nostre vere emozioni ignorate.
Esplodiamo nel momento in cui vengono toccate.
Dopotutto, si tratta solo di stare bene, giusto?
Lui sta bene.
Lei sta bene.
Allora io pure sto bene.
Piccoli problemi, come tutti.
Come stai?
Bene.
E poi qualcuno preme quel nostro bottone rosso
… e boooooooooooom
Si parte 🙂
Nooooooo, non mi tocca per niente.
BOOM.
Come un vulcano,
escono fuori rabbia, furia e lamentele.
Nooooo, a me non interessa proprio tutto questo…
BOOM.
Ci pensi ancora per una settimana,
ma ovviamente non lo dirai a nessuno,
perché… va tutto bene 🙂
E quindi, solo ammettendolo a noi stessi
possiamo iniziare a cambiare qualcosa.
Questo è il primo passo.
Vedere.
Nemmeno fare qualcosa.
Solo osservare.
Se stessi.
Quanto spesso mi scatto.
Quanto spesso qualcosa mi fa arrabbiare.
Quanto spesso quei pensieri mi rubano il tempo
e lo spazio per vivere la mia vita.
Mi sono osservata a lungo.
Solo per me.
Quando entro nella mia ruota da criceto e corro.
Mi osservavo per cominciare
a vedere quei momenti.
Quei trigger.
Quei detonatori.
Quei miei magici bottoni rossi.
Non qualcuno.
Non qualcosa.
Ho cambiato la prospettiva della responsabilità
da qualcuno/qualcosa a me.
E mi facevo domande: perché?
Cosa mi attiva questo?
Perché? Cosa mi ricorda?
Perché??
E soprattutto:
Perché oggi ha importanza?!
Perché non si tratta di ieri.
Si tratta di oggi
in cui ieri ancora gioca.
E io volevo solo vivere oggi, finalmente, solo con oggi.
Per questo ho cominciato dall’osservazione.
❗️E la meditazione mi ha aiutata profondamente.
Stare seduta con me stessa e con quell’emozione.
Semplicemente con quello che c’era.
Chiedevo sempre aiuto.
E ringraziavo già in anticipo per la Guida.
A volte le risposte arrivavano proprio in quel momento di silenzio,
e a volte nei giorni successivi, attraverso la vita.
Osservavo.
E imparavo a osservare.
Me stessa.
Non so come sarà per te,
perché ognuno di noi percorre la propria strada unica.
Ma non basta parlare e chiedere…
Se vuoi aiutarti davvero,
devi imparare di nuovo a leggere te stesso.
Devi imparare ad ascoltare le risposte.
E quelle — arriveranno sempre.